Posted tagged ‘Imbarazzante’

Dinho batte Kakà, e se il mi’ nonno aveva tre palle era un flipper

ottobre 20, 2009

Sportmediaset.it, un sito di sport leggermente di parte, spesso si è lasciato andare a ingiustificati elogi del Milan di Berlusconi. Questa volta l’ha fatta fuori dal vaso. Io sno interista, lo ammetto, quindi non sono un osservatore imparziale, però scrivere che Ronaldinho, praticamente un giocatore finito, sia anche attualmente meglio di Kakà, uno dei migliori giocatori del mondo, è pura follia. Eppure è successo. Ecco il link dell’articolo: http://mauriziomoscablog.sportmediaset.it/wpmu/2009/10/20/sissignori-ronie-batte-kaka/#more-141 ; ovviamente il tutto non è altro che un invito a tifare il Milan nella partita contro il Real Madrid, di mercoledì 21 Ottobre 2009. Ovviamente l’articolo è molto discutibile e sfido chiunque a dire che Ronaldinho è meglio di Kakà: sfido il Milan stesso e gli autori dell’articolo a preferire  un Ronaldinho a un Kakà. Non mi sembra, però, il caso di mettermi qui a confutare tale articolo in una sterile polemica, quindi la mia risposta si limiterà alla sola pubblicazione di un commento postato da un lettore all’articolo stesso:

“da paolo il 20 Ott 2009 | Replica

  • nella pagella mancano ancora le seguenti voci:

    tempo di permanenza sul divanetto dell’Hollywood
    Kaka 0 Dihno 10
    consumo medio di mojito giornaliero
    Kaka 0 Dihno 15
    presenza media nelle discoteche catalane
    Kaka 0 Dihno 10
    copertura difensiva
    Kaka 6 Dihno 0 [1 se gioca Gattuso]

    Sulla base di questi dati, il dentone risulta vincitore del premio “gioco ma non ho voglia di allenarmi””

  • Non credo serva aggiungere nient’altro.

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    La moda di moda

    luglio 27, 2009

    Mi sembrava scandaloso che un blog serio e intelligente come theciuffi non avesse una rubrica di moda. Ora ce l’ha. Questo sarà il nuovo spazio dedicato alle mode del momento o alla rivalutazione di mode del passato. Siccome sono un giovane elegante e alla moda, mi autoproclamo direttore-capo-supremo-universale-mondiale di questa rubrica (sai che onore…!). E sceglierò di volta in volta cosa è di moda e cosa non lo è, usando sempre il mio leggendario buongusto. Ovvero: selezionerò le peggiori cagate che vedo in giro e le spaccerò come ultima tendenza. In sostanza farò quello che da anni fanno i giornali di moda nonché molti stilisti. Tanto qualche coglione che mi viene dietro lo trovo anche io, scommettete?

    Non so se è solo una mia impressione, ma già da qualche anno stiamo assistendo a una progressiva rivalutazione e riproposizione di tutte le mode anni ’80. E io, cavolo, sono un grande estimatore di quegli anni. Anche se non li ho vissuti, devo dire che è stato davvero un bel periodo, per la musica, per la cinematografia, per l’arte in genere. Onestamente, non èstato un gran periodo per la moda. Negli anni ’80, a mio modesto parere, si è raggiunto l’apice del kitsch nel modo di vestirsi, nel modo di acconciarsi i capelli, nei modelli di scarpe. Nonostante ciò, stanno progressivamente ricomparendo molti capi tipici del periodo, come le giacche a maniche tirate su, paillettes ovunque, pantaloni super-aderenti modello “seconda pelle”, scaldamuscoli portati sopra le scarpe, fuseaux anche di pelle, non solo per stare in casa, ma anche per uscire la sera, giacchetti di pelle stile “chiodo”, ecc…

    L’unica cosa che non mi va giù di tutta questa storia è: se viene rivalutato tutto ciò che è anni ’80, dalla musica ai vestiti, perchè cavolo allora non viene rivaluatato anche il taglio di capelli anni ’80 per eccellenza? Questo è razzismo! Ebbene, da ora io dichiaro ufficialmente che è tornato di moda, e per molto tempo, il MULLET. Mi raccomando, domani tutti dal barbiere o dalla coiffeur a farsi il mullet, e non voglio sentire storie.

    Cos’è il Mullet? Questa domanda non andrebbe fatta, ma lo spiegherò per i neofiti. Il Mullet è la tipica acconciatura anni ’80, che tutti i giovani dell’epoca hanno portato, rendendosi ridicoli per anni, e che poi, arrivati gli anni ’90, hanno pensato bene di cambiare, per evitare di essere sfottuti dalle nuove generazioni. Il Mullet è un modo di portare i capelli molto particolare: i capelli devono essere corti sui lati e sopra la testa, non rasati e meglio e se ingelatinati “a ciuffo” o “a onda”; dietro, invece, i capelli vanno lasciati crescere liberamente, molto più lunghi rispetto alle altre zone della testa, fino anche a farli arrivare al sedere e oltre. Grandi esposnenti di questa moda, nel passato, sono stati McGyver (chi non l’ha sfottuto almeno una volta per i suoi ridicoli riccioli biondi sulle spalle?) e il famosissimo Billy Ray Cyrus, famoso soprattuto per essere il padre di Hanna Montana (e non chiedetemi chi lei sia, perchè non so rispondere). Ma i veri maestri di questa acconciatura sono altri. Il mitico David Bowie, infatti, aveva già un inizio di Mullet negli anni ’70; Tom Jones, idolo di generazioni di donne (ormai tutte ottantenni), portava già il Mullet verso la fine degli anni ’60.  Il Mullet va apprezzato anche come strumento democratico, in quanto tutti quelli che se lo fanno, che siano belli o brutti, alti o bassi, magri o grassi, sono semplicemente ridicoli. E per questo io dico: il Mullet è tornato. Ragazzi, tutti a farselo eh!

    Mullet

    Mullet

    Personaggi famosi col Mullet (da un rfassi vede’ a giro):

    Billy Ray Cyrus (imbarazzante)

    Billy Ray Cyrus (imbarazzante)

    McGyver (imbarazzanze)

    McGyver (imbarazzanze)

    L’Italiano non è un’opinione

    gennaio 23, 2009

    Recentemente è trapelata la notizia che la Treccani, la Utet e la Zanichelli pubblicheranno una nota congiunta di aggiornamento del vocabolario della lingua italiana. A cosa è dovuta questa frettolosa iniziativa? A me. Senza falsa modestia, vi comunico di aver coniato, al telefono con Lorenzo, un neologismo mica perrìde (=per ridere), ovvero: “imbarazzanze“. Le case editrici hanno dovuto adeguarsi a questa ondata neologistica, per rimanere al passo coi tempi. La parola in questione va a sostituire l’ormai vetusto “imbarazzantissimo“, superlativo di “imbarazzante“. Il neologismo infatti è di forte impatto emotivo e di più immediata pronuncia, per questo gli esperti del settore gli hanno predetto un sicuro successo e i bookmaker danno già 1 a 2 la definitiva scomparsa di “imbarazzantissimo” dal parlato entro il 2009. Ai posteri l’ardua sentenza.

    P.S.: Quest post è imbarazzanze.

    Il traduttore di canzoni

    settembre 7, 2008

    Innanzitutto: salve a tutti, bentornati, buongiorno, buonasera, buonanotte, cazzi vari, cazzi e mazzi. E i saluti li ho fatti. Quanto tempo che non ci si sente, cari lettori! Vi siamo mancati, eh? L’estate è finita, si torna a a studiare, a lavorare, a romperci di fatto il cazzo quotidianamente. Sparatemi adesso e ponete fine alle mie sofferenze. Detto ciò, passo a presentare una nuova rubrica del blog (anno nuovo, rubriche nuove), nata dalla passione per canzoni e gruppi stranieri.

    Tale iniziativa prenderà nome, per l’appunto, di “Il traduttore di canzoni” e consisterà, essenzialmente, nel prendere il testo di canzoni più o meno famose, per lo più di gruppi americani e inglesi, e tradurlo nell’italiano corrente, usando il primo significato che il dizionario Inglese-Italiano fornisce. Come hanno recentemente dimostrato eminenti studiosi dell’Accademia Della Crusca, questo sarebbe, infatti, il modo migliore per tradurre un qualsiasi testo e per coglierne il profondo significato, nonchè renderne le sfumature lessicali più eleganti e sofisticate. Ovviamente, non posso che accodarmi a questi studi e iniziare questo nuovo angolo culturale con la traduzione della bellissima canzone “Smile Like You Mean It“, dei The Killers. In corsivo metterò il testo in inglese, a dimostrazione della fedeltà di taduzione; a fondo articolo commenterò la canzone esplicitando i significati nascosti del testo.

    Smile Like You Mean It – Sorridi Come Significhi

    Save some face, you know you’ve only got one, change your ways while you’re young, boy, one day you’ll be a man, oh girl, he’ll help you understand, smile like you mean it (x2).
    Salva qualche faccia, tu sai che ne hai una sola, cambia le tue strade mentre sei giovane, ragazzo, un giorno sarai un uomo, oh ragazza, lui ti aiuterà a capire, sorridi come significhi (x2).

    Looking back at sunsets on the Eastside, we lost track of the time, dreams aren’t what they used to be, some things sat by so carelessly.                                                                                                                 Guardando dietro al tramonto sulla zona est, noi abbiamo perso pista del tempo, i sogni non sono quello che erano soliti essere, alcune cose siedono vicino così incautamente.

    Smile Like You Mean It (x2).                                                                                                                               Sorridi come significhi (x2).

    And someone is calling my name, from the back of the restaurant, and someone is playing a game, in the house that I grew up in, and someone will drive her around, down the same streets that I did, on the same streets that I did.                                                                                                                                               E qualcuno sta chiamando il mio nome, dal posteriore di un ristorante, e qualcuno sta giocando a un gioco, nella casa in cui io sono cresciuto dentro, e qualcuno guiderà lei intorno, giù dalle solite strade che io ho fatto, sulle strade che io ho fatto.

    Smile Like You Mean It (x2).                                                                                                                              Sorridi come significhi (x2).

    La canzone altro non è che un semplice omaggio alla saggezza popolare, ovvero una raccolta dei detti comuni che trovano sempre riscontro nella realtà di tutti i giorni. Ciò s’intuisce già dalla prima strofa, in cui vengono citati luoghi comuni più o meno noti quali “ogni uomo ha una faccia sola”, “le buone maniere s’imparano da giovani”, “Sean Connery è più bello da vecchio che da giovane”. La seconda strofa approfondisce la tematica usando le famose sentenze aristoteliche “rosso di sera, bel tempo si spera”, “non ci sono più le mezze stagioni” e “si stava meglio quando si stava peggio” (chiarissima quest’ultima affermazione quando viene fatto riferimento alle “cose che non sono più curate come un tempo”). la terza strofa, invece, è stata scritta in preda a delirio mistico post-pepata di cozze al ristorante “Da Ciro” sul Sunset Boulevard di Los Angeles: il cantante, ricoverato tra gli spasmi, afferma, nel testo, di sentire voci dal sedere del ristorante (mah!) e che un ragazzo userà una ragazza come mezzo di trasporto per fare un giro in città. Quest’ultima parte è ancora molto contestata da una frangia estremista di filologi, che danno una versione alternativa del frammento.

    Interruzione momentanea delle attività

    agosto 24, 2008

    Come lo direi io: “Gentili Lettori, le attività su TheCiuffi sono state momentaneamente sospese per dare modo anche agli amministratori del Blog di rifocillarsi dalle fatiche invernali. Grazie a tutti.”

    Come lo direbbe Matteo: “Sèmo in vacanza, nun ci rompete li cojoni o ve sfonno er culo. Capito? Suca!”.

    In sostanza, per un po’ non ci siamo stati e non ci saremo, per la vostra gioia. Buone Vacanze.

    Proposte per la Figc [3]

    luglio 6, 2008

    Nonostante l’ufficializzazione del ritorno di Marcellone Lippi sulla panchina della Nazionale Italiana, io proporrei per quel ruolo un allenatore non molto conosciuto ma che ha il suo perchè, Silvio Baldini. per giustificare questa sua candidatura, dico solo: ma v’immaginate che soddisfazione sarebbe vedergli tirare un bel calcio nel deretano a Domenech, durante un ipotetico incontro Italia – Francia?

    Il Metal ha un nuovo paladino

    luglio 1, 2008

    Pensavate che il Metal fosse un genere musicale caratterizzato da chitarre, bassi, batterie usate a ritmi frenetici e potenti, da testi spesso al limite del decente e in alcuni casi ben oltre la soglia del blasfemo, e invece… e invece… e invece è così. E’ un po’ riduttivo inquadrare il Metal entro questi canoni, ma più o meno diciamo che ci può stare. Il fatto è che uno accende la tv e pensa di averle viste tutte, ma non è così! Guarda un po’ chi ti becco in un servizio del Tg5? Un frate francescano che fa musica metal, che ha già pubblicato 15 album, che si è esibito già più volte al Gods Of Metal: il famoso (non per me) FRATELLO METALLO. Non ho veramente parole, è semplicemente IMBARAZZANTE. Cioè, un frate che fa Heavy Metal, e ne va pure fiero…a questo punto, ci manca solo che io diventi medico, e poi si sarà visto davvero tutto!

    Della serie: “Non c’è più religione”.