Archivio per novembre 2008

Non ti ho mai detto grazie…

novembre 27, 2008

[Questo post è scritto unicamente per chi era presente alla mia laurea martedì. Chiunque vi cerchi risate sicure e grezzitudine a volontà è avvertito che potrebbe trovarne solo incidentalmente.]

A differenza di Gordon stavolta dovrò chiedere grazie. Lo faccio anche per chi mi ha fatto notare questa mancanza nella mia tesi, mancanza dovuta più che altro al fatto che non consideravo la tesi all’altezza dei nomi che dovevo citare nei ringraziamenti. E non scherzo.

Dunque ecco di seguito i miei ringraziamenti. Peraltro li scrivo oggi perchè ieri ero ancora troppo stordito.

Grazie

ad Alessandro, che martedì si è meritato il “premio fiducia”, andando a Pisa la mattina e standoci fino alle 23 (nuovo record di permanenza del Caldini in quella città, il precedente era di un paio d’ore), e che già alle 14.55 diceva con un misto di vergogna e stupore “non sono mai stato così tanto a Pisa“; che mi ha accompagnato a ben 2 ricevimenti del mio relatore, esperienza logorante e snervante che da sola meriterebbe un plauso; che alle 18:00 ha esclamato “ecco ora si potrebbe andare tutti a festeggiare la laurea al MacDonald“, suscitando un brivido nei presenti ma se non altro lanciando la proposta di una cena insieme; che si sarebbe fatto riportare stuzzichini fino ad esaurimento scorte.

a Giacomo, che se non fosse stato per una camicia avrebbe condiviso il “premio fedeltà”; che alle 13:30 mi dice “Lorenzo e le Giulie arriveranno alle 14:45 barra 15:00” e alle 15:20 (sia detto che le discussioni iniziavano alle 15:00) mi chiama e mi fa “Piero -bestemmia- senti -bestemmia- Lorenzo e le Giulie sono partiti alle 14:45 -bestemmia- cazzo! Mi dispiace, hanno detto che tra 10 minuti arrivano –bestemmia-“; che per circa 3-4 volte mi ha impedito di dimenticarmi il mio regalo nei posti più disparati; che, unico in un tavolo di sette, ha mantenuto la lucidità per tutta la sera.

a Lorenzo, che per poco non si perdeva la mia laurea e me l’avrebbe pagata molto cara; che, unico su 4 amici, si è procurato una giacca in modo da non farmi sembrare un gangster con tirapiedi al seguito; che, poco prima del fatidico momento della chiamata per la discussione, mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha fatto il più grosso incoraggiamento che ci potesse essere, dicendo “ricorda che non è tanto chi sei, ma quello che fai, che ti qualifica“, dimostrando peraltro ancora una volta di essere il mio allievo più dotato e volenteroso nella difficile disciplina di citare battute di Batman Begins e The Dark Knight in modo mirato e puntuale.

a Giulia, che si è cambiata bella elegante per la mia laurea e proprio per questo ha fatto fare a Lorenzo un ritardo tale da rischiare di perdersela; che nonostante un tremendo dolore ai piedi per le scarpe ha stretto i denti e via; che ha patito un freddo cane alle gambe; che ha difeso il suo dolce dagli attacchi di Giacomo come gli uomini di Alamo coi messicani. Questo ringraziamento è unico per le due Giulie, a loro discernere i riferimenti singoli o comuni.

a Matteo, che mi ha fatto fare sogni tranquilli la sera prima della laurea ricordandomi come N. avesse dormito senza difficoltà prima di Austerlitz; che, unico su 9 persone presenti alla mia discussione, aveva una minima idea di cosa stessi parlando; che, di fronte alla pizzeria nell’attesa del resto della compagnia, ha discusso con me di Asse, Alleati, fronte russo, stivali imbottiti, tattiche militari, con un livello di preparazione che in confronto la mia commissione andava bene per “Ok! Il prezzo è giusto”.

alla Camicia Bianca di Giacomo, vera chiave di volta dell’organizzazione logistica della giornata.

al Babbo di Giacomo, eminenza grigia che ha avuto un ruolo non secondario nella scelta del mio regalo; che al telefono verso le 19:00 mi fa i complimenti e mi dice pressappoco “era peggio la maturità o questo eh?” credendo di sentirmi rispondere “Eh sì questo“, e non “La maturità di certo, peggio dell’esame di stato non c’è nulla“.

al cameriere di Salza, che non capiva una sega.

a mio Padre, vera pecora nera della giornata, che ha fatto delle foto orribili con la sua macchina fotografica da 50 euri, mettendo le impostazioni in modo che fossero le più inadatte al contesto, invece di portare la mia macchina, che non è una Canon EOS, ma almeno non fa le foto pastello!; che ci porta nel cortile interno della mia facoltà, ottenendo come risultato di farci chiudere dentro.

al mio Correlatore, che “se non citi De Felice mi incazzo” e che “ma cosa voleva l’Italia che facesse l’Inghilterra dalla Francia?“; che si è ciulato la copia rigida della mia tesi invece di quella morbida che avevo lasciato per lui.

a Christian Bale e Christopher Nolan, per esistere.

mah

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The Chronicles of BERTINI – Capitolo 4

novembre 24, 2008

In questo capitolo della saga il grande Berto sfoggia le sue nozioni di entomologia e racconta di quando…

“…io, Carlo, Pippo, Lippi e Marco si parte alla vorta di Mirabilandia per una [due] giorni all’insegna der divertimento e dello sbrasauss [da Enciclopedia G. Treccani risulta: <stato psico-fisico confusionale derivato da un’intensa attività di cazzeggiamento svolta in maniera programmatica con amici che non disdegnano alcol, bestemmie, battute grevi, reciproche prese in giro, schiamazzi in pubblico>]. Arrivati lì incominciamo a salire sui gioi… quando salimmo su SIERRA TONANTE [un tipo di montagne-russe] mi capitò un imprevisto: DIO PORCO! Durante ir discesone io come tutti spalancai la bocca per urlare, però mi entrò in bocca una bestiaccia non meglio indentifiata (vi dico solo ke era dimorto grossa)… quindi scatarrai per tutto ir tragitto… alla fine der gioco esclamai: DIO LERCIO, HO INGOIO UN MOSCORAGNO…(xkè non sapevo di preciso ke cazzo di animalaccio fosse)”

La guerra chimica

novembre 22, 2008

Tranquilla notte di novembre. In un parcheggio di Montecatini, un gruppo di amici appena usciti da un ristorante sta decidendo in quale pub andare. Due delle quattro ragazze presenti hanno freddo e decidono di entrare nell’automobile del ragazzo di una delle due, per riscaldarsi un po’. Le ragazze entrano in auto, ignare di quello che di lì a poco rischieranno di subire. Lorenzo, fidanzato di una delle due e possessore dell’auto, ha in mente un piano per attentare all’incolumità delle fanciulle, e intende così realizzarlo:

“Oh ragazzi, le due Giulie sono entrate nella mia macchina. Madonna che movimento di stomaco che c’ho, ora gli apro uno sportello e gli ci cao dentro, così ci schiantano dal puzzo…tra l’altro è anche la mia macchina, ma chi se ne frega! Domani la lavo!”

Sarà riuscito a mettere in pratica il suo piano criminale? Solo le cronache giudiziarie sapranno rispondere a questo enigma.

La Febbra 2

novembre 22, 2008

Idem come sotto.

La calma è la virtù dei forti

novembre 22, 2008

Il titolo è senz’altro fuor viante. Qui nessuno è forte. Qui nessuno ha virtù. Queste affermazioni nichiliste sono dovute alle sciagure universitarie che hanno colpito il sottoscritto kingcock negli ultimi tempi e quindi sono il riflesso di uno stato d’animo profondamente turbato e momentaneamente mal disposto verso la vita in generale. Tuttavia, non è un titolo casuale. Mi riferisco infatti a tutti gli amici che di recente ci hanno interrogato sulla sporadica attività del sito con tono cupo e preoccupato. So che per i fedeli theciuffi è ormai una droga e per i meno fedeli è comunque una fonte insostituibile di cazzate di vario genere. Sto scrivendovi dunque per fare appello alla vostra calma, alla vostra pazienza. In questi giorni di silenzio i redattori sono immersi nello studio e nella meditazione per arricchire e proporvi un ben più forbito bagaglio di moccoli (in primis), moccoli (in secundis), bestemmie, eresie, sagrati, blasfemie (in terzis…non so nemmeno se si dice così). Oltre all’aspetto teologico della ricerca, che come potete immaginare assorbe la maggior parte degli sforzi, stiamo elaborando nuove rubriche a puntate. Nel frattempo, vi garantisco che a breve riprenderà la pubblicazione dei Chronicles of Bertini, del Traduttore di canzoni e roba simile.

Grazie per l’attenzione e l’interesse per la nostra attività di sviluppo e diffusione della cultura nel mondo.

Con affetto, Kingcock

La Febbra

novembre 14, 2008

Uno dei capolavori di Maccio Capatonda che chi frequenta questo blog non può non aver visto.

L’Undicesimo Comandamento

novembre 7, 2008

Una calda mattina dell’estate 2008, il Signore Onnipotente scese a diffondere il Verbo in terra, sotto forma di imbianchino pontederese della Ditta Lollini, e disse:

“Una botta, di norma, si dà anche ar maiale con la parrucca“.

Ringrazio Diego Lollini, mitico compagno di studi, per avermi reso partecipe di una così significativa massima, pronunciata da un dipendente di suo padre.